Parrocchia dei Santi Martino e Gaudenzio

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Pellegrinaggio al Santuario di Boca

Domenica 14 febbraio 2016, prima Domenica di Quaresima, siamo tutti invitati a partecipare al pellegrinaggio parrocchiale al Santuario del Santissimo Crocifisso di Boca, organizzato nel contesto dell’anno giubilare della misericordia.

Ecco il programma del pellegrinaggio:

  • ore 13.15 Partenza prevista dall’Oratorio
  • ore 15.00 Celebrazione della Penitenza. Tempo per la preghiera personale e la confessione. Per i bambini presenti è prevista l’animazione con breve riflessione, visita del Santuario e attività di gioco.
  • ore 16.30 ritrovo per tutti all’esterno della Cappella del Crocifisso; in processione passaggio della Porta Santa.
  • ore 17.00 Santa Messa in Cripta
  • ore 19.30 rientro a Novara

Possibilità di trasferimento in pullman, contributo di € 8,00.

Iscrizioni:

  • presso l’Ufficio Parrocchiale (Viale Pasquali 6 – tel. 0321 61 22 40)
  • Segreteria dell’Oratorio (Via Agogna 8/a – tel. 0321 61 22 40)
  • via mail all’indirizzo osm.oratorio@gmail.com
  • via sms o Whatsapp al numero 328 96 67 643

Per motivi organizzativi anche chi viaggerà con mezzi propri  è pregato di comunicare la presenza.

MISERICORDIAE VULTUS, BOLLA DI INDIZIONE DEL GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA N.14

Il pellegrinaggio è un segno peculiare nell’Anno Santo, perché è icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegri-naggio e l’essere umano è viator, un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata (…). Il pellegrinaggio, sia stimolo alla conversione: attraver-sando la Porta Santa ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi.
Il Signore Gesù indica le tappe del pellegrinaggio attraverso cui è possibile raggiungere questa meta: «Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Lc 6,37-38).
Dice anzitutto di non giudicare e di non condannare. Se non si vuole incorrere nel giudizio di Dio, nessuno può diventare giudice del proprio fratello. Gli uomini, infatti, con il loro giudizio si fermano alla superficie, mentre il Padre guarda nell’intimo. Quanto male fanno le parole quando sono mosse da sentimenti di gelosia e invidia! (…) Non giudicare e non condannare significa, in positivo, saper cogliere ciò che di buono c’è in ogni persona e non permettere che abbia a soffrire per il nostro giudizio parziale e la nostra presunzione di sapere tutto. (…)
Misericordiosi come il Padre, dunque, è il “motto” dell’Anno Santo. Nella misericordia abbiamo la prova di come Dio ama. Egli dà tutto se stesso, per sempre, gratuitamente, e senza nulla chiedere in cambio. Viene in nostro aiuto quando lo invochiamo. È bello che la preghiera quotidiana della Chiesa inizi con queste parole: «O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto» (Sal 70,2). L’aiuto che invochiamo è già il primo passo della misericordia di Dio verso di noi. Egli viene a salvarci dalla condizione di debolezza in cui viviamo. E il suo aiuto consiste nel farci cogliere la sua presenza e la sua vicinanza. Giorno per giorno, toccati dalla sua compassione, possiamo anche noi diventare compassionevoli verso tutti.

DALL’OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLA SANTA MESSA E APERTURA DELLA PORTA SANTA DELLA BASILICA DI SAN GIOVANNI IN LATERANO, 13.12.2015

Abbiamo aperto la Porta Santa, qui e in tutte le cattedrali del mondo. Anche questo semplice segno è un invito alla gioia. Inizia il tempo del grande perdono. E’ il Giubileo della Misericordia. E’ il momento per riscoprire la presenza di Dio e la sua tenerezza di padre. Dio non ama le rigidità. Lui è Padre, è tenero. Tutto fa con tenerezza di Padre. Siamo anche noi come le folle che interrogavano Giovanni: «Che cosa dobbiamo fare?» (Lc 3,10). (…) Davanti alla Porta Santa che siamo chiamati a varcare, ci viene chiesto di essere strumenti di misericordia, consapevoli che saremo giudicati su questo. Chi è stato battezzato sa di avere un impegno più grande. La fede in Cristo provoca ad un cammino che dura per tutta la vita: quello di essere misericordiosi come il Padre. La gioia di attraversare la Porta della Misericordia si accompagna all’impegno di accogliere e testimoniare un amore che va oltre la giustizia, un amore che non conosce confini. E’ di questo infinito amore che siamo responsabili, nonostante le nostre contraddizioni.


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