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2016 XXXI GMG – Cracovia

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“Carissimi giovani, Gesù misericordioso, ritratto nell’effigie venerata dal popolo di Dio nel santuario di Cracovia a Lui dedicato, vi aspetta. Lui si fida di voi e conta su di voi! Ha tante cose importanti da dire a ciascuno e a ciascuna di voi… Non abbiate paura di fissare i suoi occhi colmi di amore infinito nei vostri confronti e lasciatevi raggiungere dal suo sguardo misericordioso, pronto a perdonare ogni vostro peccato, uno sguardo capace di cambiare la vostra vita e di guarire le ferite delle vostre anime, uno sguardo che sazia la sete profonda che dimora nei vostri giovani cuori: sete di amore, di pace, di gioia, e di felicità vera. Venite a Lui e non abbiate paura! Venite per dirgli dal profondo dei vostri cuori: “Gesù confido in Te!”. Lasciatevi toccare dalla sua misericordia senza limiti per diventare a vostra volta apostoli della misericordia mediante le opere, le parole e la preghiera, nel nostro mondo ferito dall’egoismo, dall’odio, e da tanta disperazione.
Portate la fiamma dell’amore misericordioso di Cristo – di cui ha parlato san Giovanni Paolo II – negli ambienti della vostra vita quotidiana e sino ai confini della terra. In questa missione, io vi accompagno con i miei auguri e le mie preghiere, vi affido tutti a Maria Vergine, Madre della Misericordia, in quest’ultimo tratto del cammino di preparazione spirituale alla prossima GMG di Cracovia, e vi benedico tutti di cuore.”
(Papa Francesco, Solennità dell’Assunzione della B. V. Maria, Vaticano – 15 agosto 2015).

Queste sono le parole che Papa Francesco ha rivolto ai giovani nel messaggio per la XXXI GMG a Cracovia della prossima estate. Già a Rio de Janeiro, Papa Francesco aveva chiesto ai giovani, “con tutto il cuore”, di rileggere le Beatitudini per farne un concreto programma di vita. Coltivava già da diverso tempo il desiderio di dedicare un anno al tema giubilare della misericordia divina. Non si tratterà solo di meditare l’icona biblica della misericordia, ma di vivere un’intensa esperienza dell’amore di Dio: i giovani, partecipando alla GMG di Cracovia, vivranno il momento culminante del loro anno giubilare. Il sacramento della riconciliazione, la veglia di preghiera, la celebrazione eucaristica, il momento più solenne che chiude la GMG, l’ascolto e la meditazione nel proprio cuore della Parola di Dio, le catechesi, sono i luoghi spirituali nei quali ciascun giovane farà esperienza dell’incontro personale con il Signore e del suo amore misericordioso. L’esperienza della GMG sarà inoltre occasione di incontro con altri giovani, con una Chiesa particolare e con una tradizione religiosa.
La tradizione ormai consolidata prevede anche l’organizzazione di un “gemellaggio” nei giorni che precedono la GMG: i nostri giovani saranno ospitati dal 20 al 25 luglio 2016 dalla Diocesi di Kielce.

Cos’è la GMG?

La Giornata Mondiale della Gioventù è il più grande pellegrinaggio di giovani provenienti da tutto il mondo: insieme cercano l’incontro con Gesù e con il Papa vivono un momento forte di Chiesa.

Chi può iscriversi?

I giovani dai 16 ai 35 anni. I minorenni possono partecipare se autorizzati dai genitori e accompagnati da un maggiorenne.

Programma

Ospitalità nella Diocesi di Kielce

Dal 19 al 24 luglio
I giovani della diocesi di Novara saranno accolti nella Diocesi di Kielce, nel sud della Polonia. Vivranno l’esperienza dell’ospitalità e della condivisione con le famiglie delle comunità di Kielce. Nel programma della settimana dell’ospitalità è prevista la visita al campo di concentramento di Auschwitz.

GMG a Cracovia

Dal 25 al 31 luglio

Dal 25 luglio (arrivo a Cracovia) i partecipanti prenderanno parte a catechesi, eventi e festival della gioventù nella città di Cracovia e saranno ospitati all’interno di palestre, scuole e locali delle parrocchie. Accoglieranno il Papa il 28 luglio e vivranno con lui la Via Crucis (29 luglio), la Veglia di preghiera e la Messa conclusiva a Campus Misericordiae (30-31 luglio). Il ritorno a casa è previsto per il 1° agosto.

Le proposte per partecipare

L’Ufficio diocesano per la Pastorale Giovanile propone tre diverse modalità di partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù:

Pacchetto 1

Dal 18 luglio all’1 agosto

Euro 560

Comprende: accoglienza nella diocesi di Kielce, GMG a Cracovia, weekend finale con il Papa a Campus Misericordiae.

Pacchetto 2

Dal 24 luglio all’1 agosto

Euro 470

Comprende: GMG a Cracovia e weekend finale con il Papa a Campus Misericordiae.

Le quote di partecipazione per i pacchetti 1 e 2 comprendono viaggio in pullman, vitto, alloggio, kit del pellegrino. Ognuno dovrà provvedere ai pasti di andata e ritorno.

Pacchetto 3

Weekend Finale

Da 85 euro a 125 euro (a seconda del giorno di arrivo)

Comprende: weekend finale con il Papa a Campus Misericordiae. Per questo pacchetto contattare l’Ufficio.

La quota di partecipazione per il pacchetto 3 comprende alloggio, kit del pellegrino. Ognuno dovrà provvedere al viaggio in aereo o con altri mezzi, con relativi pasti.

Agli iscritti (con qualsiasi pacchetto) sarà possibile acquistare a soli 5 euro l’abbonamento on-line per 6 mesi al Settimanale Diocesano che seguirà gli eventi della GMG.

Come iscriversi

Il tagliando di iscrizione compilato va consegnato a don Lorenzo in Oratorio entro Domenica 6 marzo.
Non sono previste iscrizioni via mail.

Al tagliando di iscrizione vanno allegati:

  • acconto di 250,00 euro
  • fotocopia fronte/retro della carta d’identità
  • fotocopia fronte/retro della tessera sanitaria

Materiale utile

Come è composto il kit degli Italiani

Il kit degli italiani quest’anno porta una firma d’autore. E’ stato commissionato il disegno della t-shirt a un artista italiano che coniugherà fantasia e italianità. Per il kit è stato pensato da una parte di rispettare la tradizione, dall’altra di proporre delle novità che risponderanno a bisogni concreti, ma anche a pregare e poi a far festa tutti insieme.

La tradizione
Sacca – Cappello – Telo blu – Bandiera italiana

Utility
Croce da collo – Diario del pellegrino – Radio

Le novità
Lampada per la notte e la festa degli italiani – Maglietta d’artista

Una riflessione sul senso della GMG

“UN EVENTO DI CHIESA – per ritrovare il senso della GMG”

Potrà sembrare un punto di partenza scontato. Eppure la Gmg ha bisogno, ancora, di essere riletta nella sua possibilità di essere un volano della pastorale. I rischi sono due.

Da una parte c’è chi non considera affatto la GMG e ne vive una sorta di rifiuto: non piace l’idea del grande raduno (considerata una specie di “prova di forza” o “schieramento di truppe”); si percepisce il bagno di folla con un certo fastidio, affermando che la fede ha bisogno di cammini personali e silenzi, di battute d’arresto e di ripartenze.

Dall’altra c’è chi fa diventare la GMG un “assoluto” da non perdere: ci sono, effettivamente, persone che si vantano di non averne persa nemmeno una, dimenticando che – nel frattempo – hanno smesso di appartenere alla categoria dei giovani magari senza accorgersene.

Le due posizioni esprimono entrambe (come spesso accade) una verità. La Gmg è un evento e come tale avviene ogni due o tre anni. E nel frattempo? Si può pensare di accompagnare la cura delle nuove generazioni organizzandola attorno ad eventi sporadici? Si può affidare i percorsi di crescita a momenti dove è facile sentirsi attratti da un movimento di massa senza mettersi in gioco personalmente? Riusciranno a rientrare in una quotidianità che non è sostenuta da tutto il grande movimento di quei giorni?

È giusto, di contro, girare la faccia dall’altra parte di fronte al grande clima di festa che pervade le città che ospitano l’evento? Le strade e le piazze si animano della presenza di migliaia di giovani che non rovinano la vita di nessuno, che sono capaci di esprimere la loro fede in un ascolto attento delle parole del Papa, nella preghiera, in lacrime e silenzi che dicono con eloquenza del molto che sta accadendo nel loro cuore. E che dire dei gemellaggi con le diocesi nei giorni precedenti la settimana degli eventi centrali? Chi accoglie e chi ospita fa una grande esperienza di scambio e di incontro fra Chiese diverse.

Curiosamente, le due posizioni da cui siamo partiti esprimono anche due modi diversi di fare pastorale. Ci sono diocesi in Italia che hanno una grande attenzione alla cura delle giovani generazioni attraverso strumenti ormai radicati nella vita delle parrocchie e degli oratori: percorsi di accompagnamento quotidiano con itinerari differenziati.

Altre diocesi hanno una storia di attenzione al mondo giovanile diversa e per certi aspetti più recente. Per queste diocesi la Gmg è stata una formidabile occasione per incontrare i propri giovani, per poterli radunare e offrire loro momenti di spiritualità e formazione. Questa situazione, spesso, è dipesa dalla storia e dalle possibilità di territori differenti. Soprattutto nessuna realtà va considerata migliore di un’altra.

È però arrivato il tempo di dire che queste due possibilità di esperienze pastorali devono integrarsi e diventare un progetto organico che riesca a far esistere una circolarità fra i due grandi momenti: quello del cammino ordinario nelle proprie parrocchie/diocesi e quello dell’incontro con la Chiesa universale durante la Gmg. Una circolarità intelligente che possa sostenere la gradualità dei momenti e degli itinerari: non è giusto portare i tredicenni alla Gmg, così come non è giusto non offrire loro altri tipi di cammini durante l’adolescenza aspettando pazientemente il tempo attorno alla maggiore età per portarli in giro per il mondo. Insomma, va evitato l’atteggiamento spocchioso che guarda alla Gmg come a un inutile orpello tanto quanto l’atteggiamento che la considera il centro della pastorale giovanile.

L’intelligenza degli itinerari pastorali ordinari deve poter offrire ai giovani un cammino che li coinvolga, ma anche – una volta vissuta l’esperienza – che si possa abbandonare per altri percorsi che la vita chiede di fare a ciascuno. La GMG, come la vita in oratorio, non sono un luogo da abitare tutta la vita! L’appuntamento di tutta la vita sarà l’Eucarestia domenicale celebrata con la propria comunità e la vita sacramentale: altre esperienze saranno sempre abbastanza transitorie.

Le riflessioni fatte, portano a riconsiderare la GMG come evento di Chiesa. Evento grande e significativo che potrà esprimere pienamente tutte le sue potenzialità; a patto che sia un itinerario nel quale non mancherà un tempo adeguato di preparazione (e dove la preparazione sarà curata), la partecipazione all’evento e il ritorno a casa che preveda la possibilità di raccogliere l’esperienza per poterla rilanciare nella vita quotidiana personale, nella vita della comunità cristiana e nei luoghi abitati da tutti.

Questo modo di pensare la GMG è un passo che si dovrebbe fare: è stato preparato dal lungo cammino di questi anni, soprattutto a partire dall’anno 2000 con il Giubileo a Roma. Far emergere la Gmg come cammino e utilizzarla come strumento pastorale: è come inserire la marcia successiva quando si viaggia in auto; è giunto il tempo perché non si rimanga nella palude della retorica mediatica, quella che tenderà a descrivere i giovani come “numerosi, entusiasti e pieni di vitalità”. I giovani appartengono a quella stagione della vita dove si prende in mano la propria esistenza, si decide di sé, si trova il coraggio di mettere le gambe ai propri sogni: accompagnarli attraverso un evento di Chiesa, significa non abbandonarli in una fase così delicata.

don Michele Falabretti, responsabile Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile


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