Parrocchia dei Santi Martino e Gaudenzio

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Quaresima: un’opportunità da non perdere

La Quaresima è un cammino che si snoda per quaranta giorni e che ci porta alla gioia della Pasqua. Scrive San Paolo: «Vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio… Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!» (2Cor 6,1-2). In verità, nella visione cristiana della vita ogni momento deve dirsi favorevole e ogni giorno deve dirsi giorno di salvezza. E che i quaranta giorni in preparazione della Pasqua siano tempo favorevole e di grazia lo possiamo capire proprio nell’appello che l’austero rito dell’imposizione delle ceneri, mercoledì 5 marzo, ci rivolge e che si esprime, nella liturgia, con la formula: «Convertitevi e credete al Vangelo!».

Il primo richiamo è alla conversione, parola da prendersi nella sua straordinaria serietà, cogliendo la sorprendente novità che essa sprigiona. L’appello alla conversione, infatti, mette a nudo e denuncia la facile superficialità che caratterizza molto spesso il nostro vivere. Convertirsi significa cambiare direzione nel cammino della vita: non, però, con un piccolo aggiustamento, ma con una vera e propria inversione di marcia. Conversione è andare controcorrente, dove la “corrente” è lo stile di vita superficiale, incoerente ed illusorio, che spesso ci trascina, ci domina e ci rende schiavi del male o comunque prigionieri della mediocrità morale. Con la conversione, invece, si punta alla misura alta della vita cristiana, ci si affida al Vangelo vivente e personale, che è Cristo Gesù. E la sua persona la meta finale e il senso profondo della conversione, è lui la via sulla quale tutti sono chiamati a camminare nella vita, lasciandosi illuminare dalla sua luce e sostenere dalla sua forza che muove i nostri passi. In tal modo la conversione manifesta il suo volto più splendido e affascinante: non è una semplice decisione morale, che rettifica la nostra condotta di vita, ma è una scelta di fede, che ci coinvolge interamente nella comunione intima con la persona viva e concreta di Gesù. Convertirsi e credere al Vangelo non sono due cose, diverse o in qualche modo soltanto accostate tra loro, ma esprimono la medesima realtà. La conversione è il “sì” totale di chi consegna la propria esistenza al Vangelo, rispondendo liberamente a Cristo che per primo si offre all’uomo come via, verità e vita, come colui che solo lo libera e lo salva. Il «convertitevi e credete al Vangelo» non sta solo all’inizio della vita cristiana, ma ne accompagna tutti i passi, permane rinnovandosi e si diffonde ramificandosi in tutte le sue espressioni. Ogni giorno è momento favorevole e di grazia, perché ogni giorno ci sollecita a consegnarci a Gesù, ad avere fiducia in Lui, a rimanere in Lui, a condividerne lo stile di vita, a imparare da Lui l’amore vero, a seguirlo nel compimento quotidiano della volontà del Padre, l’unica grande legge di vita. Ogni giorno, anche quando non mancano le difficoltà e le fatiche, le stanchezze e le cadute, anche quando siamo tentati di abbandonare la strada della sequela di Cristo e di chiuderci in noi stessi, nel nostro egoismo, senza renderci conto della necessità che abbiamo di aprirci all’amore di Dio in Cristo, per vivere la stessa logica di, giustizia e di amore. Con l’imposizione delle ceneri noi, rinnoviamo il nostro impegno di seguire Gesù, di lasciarci trasformare dal suo mistero pasquale, per vincere il male e fare il bene, per far morire il nostro «uomo vecchio» legato al peccato e far nascere l’«uomo nuovo» trasformato dalla grazia di Dio.

Il Vicario don Clemente


1 commento

  1. Giuliano Subani ha detto:

    E’ davvero significativo il messaggio del nostro Vicario sul cammino quaresimale, inteso come conversione per uscire dalla superficialità del nostro vivere quotidiano e riscoperta del fascino della scelta di fede in Cristo Gesù, nella speranza della gioia pasquale.
    Vorrei raccontare un’esperienza che mi è capitato di vivere proprio in questo tempo di Quaresima, essendo stato invitato a partecipare a quattro serate di esercizi spirituali organizzati da una parrocchia della nostra città. Gli incontri erano stati articolati in modo da affidare l’organizzazione di ciascuna serata ad un diverso movimento.
    La prima sera è stata animata dai Gruppi di ascolto della Parola sul tema “Beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la vivono”. La seconda sera le Sorelle francescane della Nuova Gerusalemme hanno offerto una serie di letture e di canti veramente commoventi sul tema “Beati i poveri in spirito”. Il Movimento Comunità di Sant’Egidio ha comunicato la sua spiritualità nella terza serata soffermandosi sul tema “Beati gli operatori di pace”. Infine nella quarta serata il Movimento Rinnovamento nello Spirito ha coinvolto i presenti con i suoi canti di gioia cristiana.
    Riferisco questa mia esperienza perché mi è sembrato di cogliervi un segno di concreta attualizzazione di quanto dice Papa Francesco nel paragrafo 29 dell’esortazione “Evangelii gaudium”:
    “…..Le altre istituzioni ecclesiali, comunità di base e piccole comunità, movimenti e altre forme di associazione, sono una ricchezza della Chiesa che lo Spirito suscita per evangelizzare tutti gli ambienti e settori. Molte volte apportano un nuovo fervore evangelizzatore e una capacità di dialogo con il mondo che rinnovano la Chiesa. Ma è molto salutare che non perdano il contatto con questa realtà tanto ricca della parrocchia del luogo, e che si integrino con piacere nella pastorale organica della Chiesa particolare.[29] Questa integrazione eviterà che rimangano solo con una parte del Vangelo e della Chiesa, o che si trasformino in nomadi senza radici……”

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