Parrocchia dei Santi Martino e Gaudenzio

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Ciao Giorgia!

giorgia bianco

Omelia in occasione dei funerali di Giorgia Bianco

2 novembre 2018Chiesa Parrocchiale di San Martino

Ci sono giorni in cui sembra che le mura di questa antica chiesa non siano in grado di contenere le persone che vi stanno: questo è uno di quei giorni così.

Siamo davvero tanti oggi qui riuniti per salutare Giorgia, la cui breve vita terrena si è interrotta drammaticamente nella notte tra sabato e domenica alle porte del piccolo paese di Casalino.

Ci sono mamma Giovanna, papà Marco, i fratelli Davide e Alessandra, i nipoti, i nonni, i parenti, gli amici. Ci sono anche tanti ragazzi dell’età di Giorgia, molti dei quali si sono radunati in preghiera domenica scorsa presso il nostro oratorio, accettando l’invito che è stato fatto loro dagli animatori, giovani poco più grandi che si prendono cura di questi ragazzi con grande disponibilità e impegno.

E poi ci sei tu, Giorgia, anche se in questo momento facciamo fatica a vederti, infatti i nostri occhi sono incapaci di scorgerti ancora presente in mezzo a noi.

È successa la stessa cosa a Bartimeo – nel Vangelo che abbiamo appena ascoltato -, ma lui cieco lo era davvero, noi invece ci vediamo bene! Vediamo bene che non ci sei più e ci rendiamo conto che già ci manca il tuo sorriso speciale, così speciale che molti lo ricordano come uno dei tuoi segni distintivi.

E allora, come Bartimeo, non ci resta altro che gridare per farci sentire da te, per attirare la tua attenzione e, forse, anche per attirare quella di Dio. Non ci importa che tanti intorno a noi ci vogliano mettere a tacere con i loro sottili ragionamenti e con le loro vuote parole: il Signore ci deve ascoltare! Deve accorgersi di noi che siamo qui, ai margini della strada e della vita, a mendicare risposte alle tante domande che portiamo nel cuore di fronte alla morte improvvisa e drammatica di una ragazza così giovane.

«Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!»: il grido di Bartimeo è anche una preghiera, forse la preghiera più bella e più vera di tutto il Vangelo, così forte da superare il rumore della folla ed arrivare diretta all’orecchio e al cuore di Gesù che si ferma, interrompe la sua marcia verso Gerusalemme perché è più forte di Lui, non può fare a meno di raccogliere il grido di chi crede e soffre.

«Coraggio! Alzati, ti chiama!», dicono i presenti a Bartimeo da parte di Gesù. “Coraggio Giorgia!”, Gesù ti ha chiamato ad andare con Lui, non avere paura! Certo forse non te lo aspettavi, forse è accaduto troppo presto… Non è più il momento dei “ma” e dei “forse”, il Signore della Vita è qui e ti chiama!

“Alzati!”, è il verbo della resurrezione, di chi ha vinto la morte perché l’ha attraversata fin negli abissi più nascosti per amore di tutti noi.

Come Bartimeo getta via il mantello Giorgia! Gettalo via anche se rappresenta quanto hai di più caro e che ti dà più sicurezza, corri incontro a Gesù che ti chiama e ti vuole incontrare.

«Che vuoi che io ti faccia?» chiede Gesù al cieco Bartimeo – «Che io riabbia la vista!» risponde lui. E tu cosa hai risposto Giorgia? Forse non hai detto niente, forse hai solo sorriso e hai lasciato che Egli leggesse nel tuo cuore quell’immenso desiderio di amore e di vita che portavi dentro quando eri ancora tra noi.

«Che vuoi che io ti faccia?» chiede anche a noi il Signore oggi: ciascuno risponda adesso nel suo cuore a questa domanda così semplice, ma così decisiva.

Chiedo aiuto a San Paolo e prendendo in prestito le sue parole provo a dirvi cosa mi sento di chiedere oggi a Gesù: “Vorrei, Signore, che tu non ci abbandonassi nell’ignoranza, nel non sapere cosa sarà di noi dopo la morte. Non possiamo passare il resto della nostra vita affliggendoci come persone che non hanno speranza, come ciechi che brancolano nel buio. Vogliamo sapere, vogliamo vederci chiaro: guarisci, ti prego, i nostri occhi. Spalanca la porta del nostro cuore e della nostra mente, affinché crediamo che tu sei il Signore della vita perché sei morto e risorto e, che, per mezzo tuo, saremo radunati da Dio Padre e vivremo sempre con Te nel Paradiso, quella grande casa dove Tu, Gesù, hai preparato un posto per Giorgia e anche per noi.


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