Parrocchia dei Santi Martino e Gaudenzio

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Pasqua: si mostrò ad essi vivo

La Pasqua costituisce l’epilogo estremo della vita di Gesù. Gesù si è consegnato alla croce per la nostra salvezza e, risorgendo, ha distrutto per sempre la morte. È proprio Lui, il Crocifisso-risorto, che si mostra ai suoi discepoli, ad essi indica i segni dei chiodi nelle mani e nei piedi e continua a rivolgere loro le sue parole nella significativa cornice della mensa, mentre “si trova va a tavola con essi”. Gesù, sottolinea il testo, “si mostrò ad essi vivo”, con quella vita che ha assunto per amore degli uomini, che è passata nel crogiolo della passione e della morte e che è ora una vita piena, che nessuno può più togliergli, perché suggellata con la realtà della risurrezione.Il Cristo che “si fa vedere” è “vivo”, non un fantasma, né una proiezione psicologica di sentimenti e desideri nascosti di un folle gruppo di speranzosi che tenta di auto-convincersi di una realtà che non c’è più. È proprio lui in persona che si mostra ai suoi per l’ultima volta, prima di ritornare al Padre, in quella natura umana che ha assunto quando venne in mezzo agli uomini.
Le apparizioni del Risorto, di Cristo vivo, sono secondo il racconto degli Atti degli Apostoli accompagnate da “molte prove”: Gesù mangia con i suoi, riassume e compendia l’annuncio del Regno, sosta in modo prolungato in mezzo a loro. Le apparizioni avvengono nell’arco di “quaranta giorni”, nei quali si compendia il tempo tra la risurrezione di Gesù e la sua ascensione al cielo, un tempo particolarmente lungo e biblicamente significativo.
Quel Gesù vivo e vero di cui hanno fatto esperienza negli anni della sua vita terrena sta ora di nuovo in mezzo a loro.
È un incontro inaspettato e travolgente, che si realizza ancora nella vita degli uomini e delle donne: nella fede, nell’Eucarestia, nell’impegno per gli altri, incontrano ancora Gesù.
L’esperienza di Pasqua è una iniziale meraviglia che continua sempre.
L’augurio è che tutti possano sperimentare la presenza di Cristo e comprendere che Gesù è decisivo per la nostra vita, ora e per sempre.

Il Vicario don Clemente


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